Meglio di Niente Radio il sito che ti dà un’ opportunità.

Meglio di niente radio cerca persone che hanno voglia di scrivere o realizzare video sui più disparati argomenti dalla politica, alla storia, all’attualità, cronaca, arte, letteratura, musica, sport e altro. Se qualcuno ha voglia di cimentarsi mi contatti. Non è una proposta di lavoro ma un’opportunità per farsi conoscere e/o fare esperienza. Provaci. Mail bettocroce@libero.it Il coordinatore del sito Benedetto Croce. Grazie

Le richieste dei Gilet Gialli prima e dopo | Gilberto Trombetta

Il 29 novembre scorso arrivò nelle redazioni francesi il primo documento con le rivendicazioni dei Gilet Gialli. Si trattava di una quarantina di punti che coprivano diverse istanze. Eccoli:

• Eliminazione del crescente fenomeno dei senzatetto con una lotta senza quartiere alla povertà.

• Più progressività nelle imposte sul reddito, vale a dire più scaglioni.

• SMIC (il salario minimo francese) a 1.300 euro netti.

• Promuovere le piccole imprese nei villaggi e nei centri urbani. Fermare la costruzione di grandi aree commerciali intorno alle principali città che uccidono le piccole imprese. Più parcheggi gratuiti nei centri urbani.

• Ampio piano di isolamento termico delle abitazioni per promuovere interventi ecologici facendo al contempo risparmiare le famiglie.

• Tasse: che i grandi (MacDonald, Google, Amazon, Carrefour, ecc.) paghino TANTO e i piccoli (artigiani, piccole imprese) poco.

• Lo stesso sistema di sicurezza sociale per tutti (compresi gli artigiani e le partite IVA). Fine della RSI (piano sociale per i lavoratori indipendenti).

• Il sistema pensionistico deve rimanere solidale e quindi socializzato. Nessun pensionamento a punti (In Francia è stata introdotta una riforma del sistema pensionistico che prevede il calcolo in base a un sistema di punti. Ogni anno l’importo dei contributi versati in relazione ad uno stipendio o ad un reddito di riferimento viene convertito in punti, a seconda del valore di acquisto unitario del punto applicabile all’esercizio in questione).

• Fine dell’aumento delle tasse sul carburante.

• Nessuna pensione inferiore a 1.200 euro.

• Qualsiasi rappresentante eletto avrà diritto al salario medio. Le spese di trasporto saranno monitorate e rimborsate se giustificate. Diritto al buono per il ristorante e ai chèque-vacances (simili ai ticket usati da noi come retribuzioni.

• I salari di tutti i francesi, nonché delle pensioni e delle indennità devono essere indicizzati all’inflazione (tipo la nostra vecchia scala mobile).

• Proteggere l’industria francese: proibire le delocalizzazioni. Proteggere il nostro settore industriale vuol dire proteggere il nostro know-how e il nostro lavoro.

• Fine del lavoro distaccato. È anormale che una persona che lavora in territorio francese non benefici dello stesso stipendio e degli stessi diritti. Chiunque sia autorizzato a lavorare in territorio francese deve essere alla pari con un cittadino francese e il suo datore di lavoro deve contribuire allo stesso livello di un datore di lavoro francese.

• Per la sicurezza del lavoro: limitare ulteriormente il numero di contratti a tempo determinato per le grandi aziende. Vogliamo più CDI (contratti a tempo indeterminato).

• Fine del CICE (Credito d’imposta per la competitività e l’occupazione). Usare questi soldi per il lancio di un’industria automobilistica francese a idrogeno (che è veramente rispettosa dell’ambiente, a differenza della macchina elettrica).

• Fine della politica di austerità. Smettiamo di rimborsare gli interessi sul debito dichiarati illegittimi e iniziamo a rimborsare il debito senza prendere i soldi dai poveri e dai meno poveri, ma perseguendo gli $80 miliardi di evasione fiscale.

• Affrontare le cause della migrazione forzata.

• I richiedenti asilo siano trattati bene. Dobbiamo loro alloggio, sicurezza, cibo e istruzione per i minori. Collaborare con l’ONU affinché i campi di accoglienza siano aperti in molti Paesi del mondo, in attesa dell’esito della domanda di asilo.

• Che i richiedenti asilo respinti siano rinviati al loro Paese di origine.

• Che sia implementata una vera politica di integrazione. Vivere in Francia significa diventare francese (corso di francese, corso di storia francese e corso di educazione civica con certificazione alla fine del corso).

• Salario massimo fissato a 15.000 euro.

• Creare lavoro per i disoccupati.

• Aumento dei fondi per i disabili.

• Limitazione degli affitti. Alloggi in affitto a costi più moderati (soprattutto per studenti e lavoratori precari).

• Divieto di vendere le proprietà appartenenti alla Francia (dighe, aeroporti, ecc.)

• Mezzi adeguati concessi al sistema giudiziario, alla polizia, alla gendarmeria e all’esercito. Che gli straordinari delle forze dell’ordine siano pagati o recuperati.

• Tutto il denaro guadagnato dai pedaggi autostradali sarà utilizzato per la manutenzione di autostrade e strade in Francia e per la sicurezza stradale.

• Poiché il prezzo del gas e dell’elettricità è aumentato in seguito alle privatizzazioni, vogliamo che siano nuovamente nazionalizzati e che i prezzi scendano in modo significativo.

• Cessazione immediata della chiusura di piccole linee di trasporto, uffici postali, scuole e degli asili nido.

• Pensare al benessere dei nostri anziani. Divieto di fare soldi sugli anziani. L’era dell’oro grigio è finita. Inizia l’era del benessere grigio.

• Massimo 25 studenti per classe dalla scuola materna alla dodicesima classe.

• Risorse adeguate destinate alla psichiatria.

• Il referendum popolare deve entrare nella Costituzione. Creare un sito leggibile ed efficace, sotto la supervisione di un organismo di controllo indipendente in cui le persone possano presentare una proposta di legge. Se questo disegno di legge ottiene 700.000 firme, questo disegno di legge dovrà essere discusso, completato e modificato dall’Assemblea Nazionale, che avrà l’obbligo (un anno dopo il giorno in cui sono state ottenute le 700.000 firme) di inviarlo al voto di tutti i francesi.

• Ritorno a un termine di 7 anni per il Presidente della Repubblica. L’elezione dei deputati a due anni dall’elezione del Presidente della Repubblica ha permesso di inviare un

segnale positivo o negativo al Presidente della Repubblica sulla sua politica. Ha aiutato a far sentire la voce della gente.

• Pensionamento a 60 anni e per tutti coloro che hanno lavorato usando il fisico (muratore o macellaio per esempio) diritto alla pensione a 55 anni.

• Un bambino di 6 anni non si mantiene solo, continuazione del sistema di aiuto PAJEMPLOI (servizio sociale dedicato all’infanzia attualmente valido fino ai 6 anni di età) fino a quando il bambino ha 10 anni.

• Promuovere il trasporto di merci su rotaia.

• Nessuna prelievo alla fonte.

• Fine delle indennità presidenziali per la vita.

• Vietare ai commercianti di pagare una tassa quando i loro clienti usano la carta di credito. Tassa sull’olio combustibile marino e sul cherosene.

Pochi giorni dopo, il 5 dicembre per la precisione, è uscito un nuovo documento che, col precedente, ha quasi tutto in comune. Ma anche qualche sostanziale differenza. La nuova Carta è stata pubblicata su diversi gruppi Facebook riconducbili ai gilet gialli, è stsata ripresa dalla stampa d’oltralpe e, a oggi, dopo giorni dalla sua pubblicazione, nessuno ne ha preso le distanze. Rispetto al primo documento, si chiede apertamente l’uscita dall’Unione Europea e dall’euro, in seconda istanza si chiede l’immediata cessazione delle attività colonialistiche francesi in Africa, a partire dall’imposizone del franco CFA come monetra. Ecco la traduzione dei 25 punti (riportata anche nell’immagine):

I – ECONOMIA/LAVORO

1 – STATI GENERALI della fiscalità. Inserire nella Costituzione l’impossibilità per lo Stato di prelevare oltre il 25% della ricchezza dei cittadini.

2 – AUMENTO immediato del 40% dello SMIC (il salario minimo), delle pensioni e dei sussidi sociali.

3 – ASSUNZIONI DI MASSA di funzionari per garantire la qualità dei servizi pubblici come prima della RGPP (revisione generale delle politiche pubbliche): stazioni, ospedali, scuole, poste, ecc.

4 – CASE: piano di costruzione di 5 milioni di HLM (alloggi ad affitto controllato) per ridurre il canone, le imposte e rivitalizzare l’economia con nuove assunzioni. Punire i sindaci e i prefetti che lasciano dormire all’addiaccio i senza tetto.

5 – BANCHE: ridimensionarle per tutelarci dalle crisi, spezzare i monopoli, separare le banche d’affari da quelle commerciali e vietare i salvataggi pubblici delle banche.

6 – CANCELLARE IL DEBITO: non ha nessuna ragione di essere, è già stato ripagato più volte. II POLITICA

7 – COSTITUENTE: riscrivere una Costituzione del popolo e per gli interessi del popolo sovrano. Istituzione di referendum di iniziativa popolare.

8 – DIVIETO DELLE LOBBY e di altri gruppi di influenza. Esclusione permanente dalla vita politica di chiunque abbia una fedina penale sporca, porre fine al cumulo dei mandati.

9 – FREXIT: uscita dall’Unione Europea per ricuperare la sovranità politica monetaria ed economica (nel rispetto del referendum del 2005), riguadagnare il diritto di battere moneta ricusando l’articolo 123 del trattato di Lisbona (50 miliardi di euro di economia l’anno).

10 – EVASIONE FISCALE: ricuperare gli 80 miliardi di euro abbandonati dallo Stato ogni anno al CAC 40 (borsa).

11 – CESSAZIONE IMMEDIATA DELLE PRIVATIZZAZIONI e ricupero dei beni pubblici: autostrade, aeroporti, parcheggi, ferrovie, ecc.

12 – AUTOVELOX E MULTE: ritiro degli autovelox e delle videocamere per le multe che sono solo delle tasse travestite.

13 – ISTRUZIONE: escludere qualsiasi ideologia dal ministero ed escludere le tecniche educative distruttive (metodo globale).

14 – GIUSTIZIA: quadruplicarne il bilancio e limitare per legge la durata dei procedimenti. Semplificare e rendere totalmente gratuita e accessibile a tutti la giustizia.

15 – MEDIA: rompere i monopoli e i clientelismi politici. Rendere i media accessibili ai cittadini e garantire la pluralità di opinione. Porre fine alla propaganda degli editori. Ritirare le sovvenzioni pubbliche dai media (2 miliardi l’anno) così come le esenzioni fiscali dei giornalisti.

16 – GARANTIRE LA LIBERTÀ dei cittadini e inserire in Costituzione il divieto di ingerenza dello Stato nell’insegnamento, nell’educazione, nella salute, nella famiglia.

III SALUTE/ECOLOGIA

17 – OBSOLESCENZA PROGRAMMATA: allungare le garanzie dei costruttori ad almeno 10 anni garantendo l’offerta di pezzi di ricambio.

18 – PLASTICA: vietare quanto prima la commercializzazione di bottiglie di plastica, bicchieri e altri imballaggi inquinanti.

19 – CASE FARMACEUTICHE: ridurne l’influenza, stati generali della salute e degli ospedali.

20 – AGRICOLTURA: divieto di OGM, dei pesticidi cancerogeni, degli interferenti endocrini e delle monoculture.

21 – REINDUSTRIALIZZAZIONE della Francia per ridurre importazioni e inquinamento. IV GEOPOLITICA

22 – NATO: uscita immediata dal Patto Atlantico e divieto per l’esercito francese di partecipare a qualsiasi guerra di aggressione.

23 – FRANCIAFRICA: cessare il saccheggio e le ingerenze politiche e militari. Restituire i soldi dei dittatori e i beni depredati ai loro popoli. Rimpatriare immediatamente tutti i soldati francesi. Porre fine al sistema del franco CFA che mantiene l’Africa nella povertà. Stringere rapporti paritetici con gli Stati africani.

24 – IMMIGRAZIONE: impedire i flussi migratori impossibili da accogliere e da integrare alla luce della crisi di civilizzazione che stiamo vivendo.

25 – POLITICA ESTERA: rispetto scrupoloso del diritto internazionale e degli impegni presi.

Fonti:

* https://www.scribd.com/document/394450377/Les-revendications-des-gilets-jaunes#download

** https://www.facebook.com/756772671347085/photos/a.756832721341080/756834568007562/?type=3&theater

Gilberto Trombetta

@Gitro77

Leave a Reply

Area Riservata