
Articolo di Emilio Aurilia
Questo trio –er: Mark Farner (chitarra e voce), Mel Shacher (basso) e Don Brewer (batteria) si è formato intorno alla fine dei sessanta a Flint nel Michigan, città originaria di Farner e Brewer dove passa la ferrovia di Grand Trunk Railroad, da cui la denominazione in linea con la fantasia degli anni settanta.
“Closer To Home” (1970) li fa conoscere al grande pubblico, specialmente col brano “I’m Your Captain (Closer To Home)” che diventa anche uno dei brani più radiotrasmessi e che mette in mostra al meglio la caratteristica della band: un rock molto heavy condotto dalla chitarra e soprattutto dalla voce chiara ed estesa di Farner, una delle voci migliori del rock, autore fra l’altro, di tutto il materiale presente.
Dopo un episodio dal vivo e “Survival” (1971), che comprende le cover “Feelin’ Alright” di Dave Mason e “Gimme Shelter” del marchio Jagger-Richards, la consacrazione arriva lo stesso anno con “E Pluribus Funk” dalla originale copertina riproducente un sesterzio romano.
Anch’esso interamente composto dal chitarrista, inizia con la bruciante “Footstompin’ Music”, energico apripista per il nuovo prodotto che, specialmente con “People, Let’s Stop The War” e “Save The Land” affronta temi di attualità, terminando con la lunga “Loneliness” che prevede l’intervento orchestrale.
“We’re An American Band” (1973) registra due novità: la produzione di Todd Rundgren e l’ingresso stabile del tastierista Craig Frost per dar respiro e far dedicare Farner prevalentemente alla chitarra. La musica si mantiene fresca e vivace come sempre.
Nel 1975 pubblicano addirittura un doppio dal vivo “Caught In The Act”, pieno di energia e di voglia di suonare. L’ultimo sussulto sarà la produzione di Frank Zappa per l’album “Good Singin’, Good Playin’” (1976) che non registra troppe novità.
Dopo “What’s Funk” (1983) il gruppo si scioglie per poi riunirsi nel 1997 per “Bosnia”, un nuovo doppio dal vivo con la presenza di Peter Frampton; ma l’attuale line up vede l’assenza fondamentale di Farner, autore e motore del gruppo.
La stampa si è divisa sui GFR: parte di essa li considera una band storica di punta e una parte uno dei tanti gruppi di hard senza troppe differenze.
