MDN

MALO

 

 

Di Emilio AURILIA

 

Ciò che ha impedito ai Malo di diventare una band di grande successo (di diventarlo veramente) è che uno dei suoi leader è stato il chitarrista Jorge Santana, fratello minore del più celebre Carlos che, all’indomani della pubblicazione del primo album dei Malo (1971), aveva già piazzato col suo gruppo perle stellari come: “Black Magic Woman“, “Oye Como Va“, “Soul Sacrifice” e su tutte l’insuperata “Samba Pa Ti“. Da tutto ciò, il naturale sospetto che il gruppo del minore dei Santana intendesse collocarsi come una sbiadita copia in sedicesimo della più famosa band, ha messo un po’ la sordina a questo talentuoso ensamble che in realtà e nello spazio di soli quattro album, ha proposto una sapiente e festosa miscela rock-jazz d’influenza centramericana caratterizzata da una brillante brass section ad esprimersi su di un tappeto d’indiavolate percussioni, per un risultato di assoluta piacevolezza e gli assolo di Santana Jr. (spesso alternato nei primi prodotti a quelli di Abel Zarate) non hanno mai costituito il marchio dei Malo, così come invece accade nella Santana band. Come ogni gruppo che abbia annoverato nel proprio interno molti elementi (mai meno di sei unità), pochi sono quelli che hanno attraversato tutta l’avventura, diventando alcuni, dopo lo scioglimento, gregari (turnisti o addirittura fissi) dei Santana stessi.

Difficile determinare quale sia il loro disco migliore ma l’iniziale eponimo (su cui svetta “Nena” recentemente riproposta da Zucchero in versione in lingua italiana) e il terzo “Evolution” con l’eccellente e travolgente apripista “Moving Away“, la delicata “All For You” che rimanda ai Chicago più soft e la magìa di “Entrance To Paradise” paiono i prodotti più rappresentativi. Dopo il duemila (a quasi quaranta anni dal loro ultimo disco) si sono riuniti, non si sa bene con quali componenti ma…è la solita storia.

 

 

Leave a Reply

Area Riservata