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RECENSIONE Qvintessence

 

A cura di Riccardo Gramazio_Ricky Rage

 

E poi arrivano questi dischi a casa, lavori che rispecchiano parecchio i tuoi gusti e che fin da subito, oggettivamente parlando, mettono in luce la bontà del nostro circuito rock indipendente, troppo spesso sottovalutato. Insomma, abbiamo sembre il giusto motivo per batterci, dimostrando con i fatti che la musica suonata bene è più viva che mai, alla faccia dei puristi, dei nostalgici, dei paraculi e degli insoddisfatti cronici. Ho fatto un po’ di polemica, d’accordo, ma esclusivamente per arrivare al punto: l’omonimo primo album dei bolognesi Qvintessence è davvero molto figo. Il cantante Francesco Grandi e il chitarrista Omar Macchione, già attivi come due acustico formato cover, tirano in ballo per il progetto il bassista Luca Nicolasi e il batterista Giacomo Calabria. Il discorso prende subito forma, e che forma! In Qvintessence c’è il meglio della tradizione rock americana, dal grunge a noi tanto caro all’hard più genuino, ma la raccolta non suona assolutamente come un semplice omaggio alle varie scene o ai Soundgarden del compianto Chris Cornell, giusto per fare nomi. C’è una voce intensa e personale, c’è ricerca sonora e ci sono soprattutto ottime, fottutissime e bellissime canzoni. In sostanza, i Qvintessence ringraziano i loro miti per i consigli dati, ma viaggiano alla propria maniera, con le proprie forze e con una produzione all’altezza dei propositi. I due esplosivi e accattivanti singoli estratti, Focus on the crash  e Ghosts, forse i pezzi più facili da prendere al volo, suscitano immediatamente la nostra attenzione e ci invogliano a proseguire con l’ascolto. Capiamo senza sforzarci troppo che questi signori non potrebbero in alcun modo deluderci. Non sbagliamo noi e non sbagliano loro. Come amano spesso ricordare, i nostri sputano fuori grande rock senza troppi fronzoli; volume, emozioni e distorsione. Le tracce scorrono via che è un piacere e ogni momento è meritevole di attenzioni. Qualche altro titolo? Beh, la splendida Bee, la ruggente e se vogliamo più metallara Not Against Me o God Damn, classic rock allo stato puro. Bombe a mano, cantate e suonate alla grande da Francesco e compagni. Bombe a mano, altrochè. Qvintessence è una pietra preziosa, molto preziosa, da ascoltare per forza. E parliamo solo del primo capitolo. Complimenti ai ragazzi e complimenti alla DeepOut Records per averceli presentati. Entusiasmanti.

 

Ecco la nostra intervista a Francesco e Omar:

 

https://www.megliodiniente.com/senza-troppi-fronzoli-intervista-a-francesco-grandi-e-a-omar-macchione-dei-qvintessence/

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